Il Basso: differenze ed esempi

Il basso è la voce più grave tra le voci maschili. Inizialmente viene ampiamente utilizzata nell’antica musica sacra e profana. Poi, con il passare del tempo questa voce acquista importanza e viene inserita anche nell’opera, prima quella buffa e poi quella seria. Rossini fu uno tra i primi autori a dare valore alla voce di basso e da lui in poi questa vocalità assunse  il ruolo che noi tutti conosciamo.

La voce di basso viene suddivisa in 4 categorie:

Basso leggero o buffo: vocalità che si presta a tutto il repertorio buffo, non necessita di una voce particolarmente attraente, ma viene in questo caso data più importanza alla chiarezza della dizione e alla bravura scenica del cantante.

Repertorio: Dulcamara – L’Elisir d’amore, Don Bartolo – Il barbiere di Siviglia, Don Profondo – Viaggio a Reims, Don Magnifico – Cenerentola, Don Geronimo – Matrimonio segreto.

Basso-baritono: è la voce che si pone a cavallo tra il baritono e il basso. Caratterizzata da una maggiore facilità nelle registro acuto rispetto alle altre categorie di basso, mantiene comunque un colore scuro. Questa definizione può facilmente combaciare con quella del basso-cantante, da cui si distingue solamente per il colore più chiaro e brillante. Wagner chiamava questa voce “Hocher Bass” (basso alto).

Repertorio: Wotan – L’anello del Nibelugo, Leporello – Il Don Giovanni, Escamillo – Carmen, L’olandese – L’olandese volante, Figaro e Don Bartolo – Le nozze di Figaro.

Basso-cantante: voce più chiara del basso profondo, possiede comunque una caratteristica rotondità e pienezza di suono. La sua tessitura è abbastanza acuta e può spaziare dal repertorio rossiniano a quello verdiano.

Repertorio: Conte Rodolfo – La Sonnambula, Oroveso – Norma, Sir Giorgio – I Puritani, Ferrando – Il Trovatore, Filippo II – Don Carlo, Colline – La Boheme.

Basso profondo: Questa è una voce molto scura e imponente caratterizzata da note ampie e potenti, specie nel registro medio-grave. Ha una tessitura che deve eguagliare quelle delle altre tipologie di basso in acuto (Fa3), ma deve poter scendere almeno ai suoni cosiddetti ultragravi (Do1).

Repertorio: Sarastro – Il flauto magico, Il grande inquisitore – Don Carlo, Sparafucile – Rigoletto, Nettuno – Il ritorno di Ulisse in patria, Caronte – Orfeo.

Tra queste voci, quella che più mi attrae è quella del basso profondo.. Quando l’ascolto mi cattura completamente! Voi quale preferite?

 

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Luca

Baritono, amante dell'opera e di tutto quello che riguarda i social media. Nella mia vita non ho mai smesso di studiare e credo mai lo farò.

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