Il soprano: una rapida descrizione

La parola soprano etimologicamente deriva dal latino superànus, ossia che va sopra gli altri, e si riferisce alla voce più acuta delle donne e a colei che la possiede. Non a caso, infatti, vengono affidati a questa vocalità ruoli da protagonista, spesso insieme al tenore.

Creare dei confini alla gamma vocale di questa voce è assai limitante, però, viene indicata genericamente come l’estensione del soprano quella che va dal do3 al do5 (sovracuto).

Qui di seguito troviamo una classificazione più dettagliata delle diverse tipologie:

 

Soprano leggero, d’agilità o di coloratura.  E’ la voce più chiara e acuta tra i soprani. Caratterizzata da un timbro cristallino, solitamente non possiede una grande potenza sonora. Il suo repertorio è virtuosistico, infatti riesce bene nelle agilità e canta con facilità nella zona acuta.

Soprano lirico. Questo soprano ha una voce calda e morbida. Raggiunge gli acuti e, a volte, i sovracuti con una certa facilità. E’ adatta a eseguire generosamente i ruoli cantabili, con una scrittura legata.

Soprano drammatico. Per sua natura potente, la voce del drammatico è scura e ricca di armonici. Raggiunge facilmente la zona grave salendo fino agli acuti. Come dice il nome stesso ha una predisposizioni a parti incisive e drammatiche.

Anche per il soprano, come per tutte le altre voci, esistono delle sfumature che permettono classificazioni intermedie tra le quali: soubrette, lirico-leggero, lirico-drammatico, drammatico d’agilità, falcon e wagneriano.

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Luca

Baritono, amante dell'opera e di tutto quello che riguarda i social media. Nella mia vita non ho mai smesso di studiare e credo mai lo farò.

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