Il Tenore: capire le varie tipologie

Il termine tenore non è nuovo a nessuno, ma molti non sanno il vero significato di questa parola. Molte persone che non hanno grandi conoscenze in ambito musicale pensano che tutti i cantanti siano tenori (o soprani).

Volendo approfondire, con il termine tenore ci si riferisce alla voce più acuta dell’uomo e deriva dal latino teneo cioè “mantenere”. Infatti, nella musica medioevale, il tenor era la parte del brano (cantus firmus) che “manteneva” il motivo principale. Solitamente questa melodia aveva una tessitura limitata, che poteva essere eseguita da un attuale baritono o tenore. Col tempo la voce tenorile assunse sempre maggiore importanza fino a raggiungere, con il romanticismo, un ruolo fondamentale nell’opera, soprattutto dopo che si è gradualmente evitata la pratica dell’evirazione.

Come ho accennato nell’ultimo post, non è semplice, e neanche completamente corretto, creare dei confini vocali delimitati. Nonostante questo le voci di tenore possono essere inserite in 4 differenti categorie:

Tenore leggero o di grazia: è la voce più acuta dell’uomo. Per sua natura è chiara, brillante, con un volume limitato e predisposta alle parti virtuosistiche.

RepertorioElisir d’amore – Nemorino, Don Pasquale – Ernesto, La cenerentola – Don Ramiro, Italiana in Algeri – Lindoro.

Tenore lirico: questa è la classica voce tenorile, calda e ampia. Predilige un canto spiegato, ma riesce bene anche nell’agilità. Spesso in giovane età i cantanti dotati di questa caratteristica vocale iniziano da un repertorio più leggero per poi arrivare gradualmente, in età matura, ad quello di tenore spinto.

Repertorio: Traviata – Alfredo, Boheme – Rodolfo, Lucia di Lammermoor – Edgardo, Anna Bolena – Percy, Werter – Werther.

Tenore lirico-spinto: questo tenore ha una voce più stentorea di quella del lirico. E’ il colore intermedio tra il lirico e il drammatico, raggiunge facilmente anche il repertorio di quest’ultimo.

Repertorio: Carmen – Don Josè,  Trovatore – Manrico, Tosca – Cavaradossi, Andrea Cheniér, Cavalleria Rusticana – Turiddu, Manon Lescaut- Des Grieux.

Tenore drammatico: una voce ampia e spesso potente, dal timbro molto simile a quello baritonale nella zona media e grave.  La sua estensione spazia fino alle note acute, riuscendo a mantenere un colore scuro.

Repertorio: Tabarro – Luigi, Turandot – Calaf, Otello – Otello, Samson et Dalilà – Samson, Fidelio – Florestan

Vi riconoscete in una di queste categorie?

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Luca

Baritono, amante dell'opera e di tutto quello che riguarda i social media. Nella mia vita non ho mai smesso di studiare e credo mai lo farò.

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