La voce in maschera: meccanismi e consigli

Per molto tempo mi sono chiesto come funzionassero i meccanismi necessari per riuscire a produrre suoni in maschera. A volte gli insegnanti di canto non riescono a spiegare (o non sanno) con chiarezza che cosa succede dentro al nostro corpo e che cosa fare per produrre dei suoni che possano essere ascoltati da molto distante, senza fare una grossa fatica.

Anche a voi è successo di avere le idee confuse sulla voce in maschera? Allora questo post fa per voi!

Intanto, per chi non lo sapesse, bisogna spiegare che cos’è il suono in maschera:

è quel suono che trova la sua risonanza nelle cavità ossee nasali e paranasali

Come ho scritto spesso, non sono un medico e non credo sia corretto scrivere un articolo parlando di anatomia senza far riferimento a pagine web con contenuti di valore. Sono andato quindi a cercare tutte le parti del corpo che sono interessate nella formazione del suono in maschera e vi voglio riportare le varie definizioni:

Cavità nasali: Le cavità nasali presentano due aperture, di cui una anteriore (o ventrale) ed una posteriore (o dorsale), e 4 pareti di cui una superiore (o una craniale), una laterale, una mediale ed una inferiore (o caudale) […] Le aperture posteriori sono anche chiamate coane nasali.

Cavità paranasali: sono annesse alla parte principale di ciascuna cavità nasale in cui si aprono, contenendo perciò aria respiratoria […] si ritiene che abbiano la capacità di rendere più leggero il massiccio facciale e di parecipare ai fenomeni di risonanza legati all’emissione vocale

cavita_paranasali2photo by link

Le cavità paranasali sono rappresentate da:

  • Seni frontali
  • Seni maschellari
  • Seni sfenoidali
  • Cellule etmoidali

Palato molle: Detto anche velo palatino, è una lamina muscolo membranosa distinta in due porzioni:

  • una orizzontale, naturale continuazione del palato duro
  • una verticale, terminante con un margine liberoIl margine libero presenta una piccola prominenza carnosa chiamata ugola al centro, ai due lati si inarca e si sdoppia in due pieghe chiamati pilastri palatini anteriore eposteriore o pilastri palatoglosso e palatofaringeo. Tali pilastri delimitano la fossa tonsillare in cui è accolta la tonsilla palatina. […] svolge la propria funzione con due azioni:
  • La formazione del bolo alimentare, grazie alla contrazione dei muscoli palatoglossi che spingono la radice della lingua contro il margine libero del velo palatino creando una barriera contro la quale il bolo viene compattato e modellato per essere deglutito.
  • Il passaggio del bolo nel cavo faringeo, tramite l’azione dei muscoli elevatori del palato e dei muscoli palato-faringei che sollevano il velo palatino e lo addossano alla parete posteriore della faringe chiudendo le coane nasali, impedendo che il bolo possa risalire in esse. Contemporaneamente grazie ad altri gruppi muscolari la laringe sale verso l’alto e viene chiusura della stessa grazie all’epiglottide: in tal modo il bolo scende nell’esofago(fonte)

Ora che abbiamo chiaro come funziona a livello fisico-anatomico dobbiamo capire come facciamo a mettere in moto il nostro strumento vocale in modo da riuscire a “portare” il suono in maschera.

Perchè ho scritto quest’ultimo verbo tra virgolette? Anche voi ne avete un idea? Beh, ve lo spiego subito.

Dire che si debba portare qualcosa potrebbe sembrare come se dovessimo spostare un oggetto da una parte ad un altra. Invece è l’opposto! Il segreto sta proprio nel lasciare che la voce vada in maschera.

Vi chiederete: se ci va da sola perchè ne stiamo parlando? Perchè la voce risulterà in maschera (e siamo arrivati al punto importante) solo dopo che tutto il resto del corpo è in posizione corretta.

Ora sembrerà complicato… Forse un po’ lo è, ma andando nel dettaglio chiarirete ogni dubbio.

Prima cosa fondamentale l’aria.

E’ la colonna portante del nostro strumento e per prima cosa dobbiamo essere coscienti che la nostra respirazione sia corretta. (vedi il post)

Seconda cosa controllare che la gola sia aperta e ben rilassata.

In questo caso viene ad aiutarci il famoso sbadiglio che però non deve essere frainteso. L’apertura necessaria è quella dell’inizio dello sbadigio, quando ci apprestiamo a farlo.

Verrà da pensare perchè non utilizzare allora tutta l’apertura dello sbadigio? E di seguito la risposta.

Prima di tutto le aperture ed i movimenti nel canto devono essere morbidi e tonici, mai tesi.

Ma la cosa più importante è che questa posizione non deve sollevare (completamente) il palato molle!

Come abbiamo visto il palato molle serve proprio a CHIUDERE le coane nasali in modo che il cibo non le risalga. Capirete anche da soli che se dobbiamo far risuonare proprio quelle cavità se alziamo troppo il palato l’aria non riuscirà a risalire quel canale che ci permette di mettere la voce in maschera.

Una volta che siamo riusciti a fare tutto questo dobbiamo solo mantenere gli spazi e indirizzare il suono nella parte anteriore del viso, come se avessimo un becco. Questa onda di aria sonora infatti percorrendo le cavità nasali vi darà la sensazione di fare un giro (o un arco) all’interno della vostra testa che poi troverà un punto focale alla base del naso.

Un immagine che potrebbe aiutarvi per avere il suono in maschera è l’elastico, con i due estremi pensati al di fuori dal vostro corpo: uno davanti al nostro naso e uno dietro al collo. Man mano che le note da affrontare sono più acute questo elastico verrà teso oppure rilassato, ma mai abbandonato.

Altre immagini di cui sentiamo continuamente parlare per aiutarci con gli spazi sono “la cupola”, la “patata bollente”, ma personalmente ho sempre trovato più costruttivo parlare del corpo. Un esercizio che ho trovato utile e credo possa aiutarvi è quello di fare un leggero respiro col naso e sentire il percorso dell’aria fresca che ci percorre. Prima di arrivare in gola sentirete che l’aria passa proprio dietro il palato molle. La sensazione che dovrete avere quando cantate sarà proprio quella di avere quell’apertura e avere l’impressione che non ci sia fine a quello spazio dietro di voi.

Lo so, non è semplice fare i conti con le immagini perchè ognuno di noi ha il proprio modo di pensare e vedere le cose, ma se lasciate spazio alla vostra fantasia e vi concentrate sulle immagini troverete che sono più reali di quanto pensiate.

Non dimenticatevi di una cosa fondamentale. Spesso quando si parla di maschera ci si confonde con il suono nel naso. Facciamo quindi attenzione a focalizzare il suono in un punto nella parte anteriore del viso senza mai dimenticare di lasciare lo spazio che abbiamo creato dietro al nostro palato.


Ad incrementare il suono, poi, verranno in aiuto la bocca, le labbra, la lingua e la gola. Ma credo sarebbe troppo lungo per parlarne in un solo post. Quindi rimanete aggiornati iscrivendovi alla newsletter!


 

Abbiamo quindi visto che per riuscire a mettere il suono in maschera dobbiamo:

  1. Controllare il fiato
  2. Lasciare la gola aperta e che il palato molle non si sollevi eccessivamente
  3. Lasciare che il suono vada in risonanza nelle cavità nasali e focalizzarlo

A questo punto sarete padroni delle vostre risonanze! Giorno dopo giorno scoprirete nuove sonorità e maggiore facilità nel cantare grazie a questa meravigliosa possibilità che ci dà il nostro corpo.

Se trovate questo post interessante condividetelo!

E naturalmente se avete dubbi o volete esprimere la vostra opinione scrivete un commento.

 

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Luca

Baritono, amante dell'opera e di tutto quello che riguarda i social media. Nella mia vita non ho mai smesso di studiare e credo mai lo farò.

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